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mercoledì 12 giugno 2013

Le coccole? Fondamentali per ogni bambino

Un'affermazione che sembra scontata, ma non lo è: le coccole fanno bene allo sviluppo psicofisico del bambino. Carezze e rassicurazioni sono necessari ai cuccioli d'uomo, al pari al bisogno di essere nutrito.

Abbandonando la vita fetale, il bambino necessita di instaurare un rapporto empatico, che si costruisce con una prossimità fisica e, laddove è possibile, con l'allattamento; è opportuno, dunque, creare dei momenti di intimità e di contatto tra la figura di accudimento e il piccolo, carichi di vicinanza, di abbracci e di baci, magari corredati da tenere filastrocche e dolci ninne nanne. 

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mercoledì 5 giugno 2013

Come affrontare la gelosia con un nuovo bebè in famiglia?

Molti bambini desiderano un fratellino o una sorellina, ma quando il bebè arriva diventano gelosi. La domanda più frequente che si sente dopo una seconda nascita è: “Come l’ha presa il fratello o la sorella più grande?”.


Con la nascita di un fratello o di una sorella, avvengono diversi cambiamenti all’interno della famiglia che comportano la ricerca di un nuovo equilibrio familiare. Per il fratello o la sorella maggiore, tante cose devono essere divise con il nuovo piccolo, prima di tutto l’attenzione e l’amore dei genitori. Quindi, è normale che il bambino sia geloso del più piccolo. I genitori non devono assolutamente colpevolizzarlo per questo, né rimanere delusi se il maggiore non mostra grande entusiasmo per il piccolino. Per aiutare i bambini a comprendere meglio l’evento e aiutarlo a esprimere le proprie emozioni può essere utile utilizzare dei libri e delle storie sul tema.
 
 

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Scritto da Dott.ssa Alessandra Cornale

venerdì 31 maggio 2013

Quale è il Paese migliore dove nascere?

Quale è il posto migliore dove nascere? I dati riportati da Save The Children dimostrano che il Paese primo in classifica è la Finlandia. Come capita sempre più spesso, infatti, i Paesi del nord Europa sono nelle posizioni più alte: dopo la Finlandia, infatti, seguono Svezia e Norvegia. I dati sono quelli del Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo 2013, che analizza le condizioni di mamme a bambini di 176 Paesi.


Gli indicatori analizzati sono 5:

  • salute materna e rischio di morte per parto
  • benessere dei bambini e tasso di mortalità entro i 5 anni
  • grado di istruzione
  • condizioni economiche e Pil procapite
  • partecipazione politica delle donne al governo
E l'Italia? Il Belpaese si colloca solo al diciassettesimo posto. In ultima posizione, con scarsi punteggi per tutti gli indicatori troviamo, invece, la Repubblica Democratica del Congo.

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martedì 14 maggio 2013

"Meglio l'eutanasia post partum all'aborto" la tesi choc del pediatra olandese

Ennesima dichiarazione choc del pediatra olandese Verhagen.

Nel suo ultimo saggio, intitolato The Groningen Protocol for newborn euthanasia; which way did the slippery slope tilt?”, pubblicato sul Journal of Medical Ethics il dottore spiega come in Olanda è possibile praticare legalmente l'eutanasia sui bambini, sia in stato terminale che in presenza di disabilità. Egli sostiene che, se si sceglie di eliminare bambino disabile, dal punto di vista medico è meglio effettuarlo dopo la nascita, piuttosto che durante la gravidanza.

Verhagen non è nuovo a affermazioni di questo tipo: una decina di anni fa aveva fatto inorridire molti raccontando come la sua equipe abbia, in sette anni, praticato l'eutanasia su ventidue neonati affetti da spina bifida. Un anno dopo Verhagen annunciò il Protocollo di Groningen, le prime linee guida mondiali per la "morte bambina".

Non sono mancati, ovviamente, accesi dibattiti. Il filosofo americano Jeff McMahan sostiene che l'infanticidio è giustificabile in casi di disabilità mentale. "I feti e i neonati" spiega "non hanno uno status morale, ma piuttosto lo stesso degli scimpanzè". Due ricercatori italiani, Alberto Giubilini e Francesca  Minerva, sostengono che al pari del feto, anche il bambino non ha lo status di persona e, dunque, l'uccisione di un neonato dovrebbe essere lecita in tutti i casi in cui è permesso l'aborto. Ne deriva, dunque, che “le stesse circostanze per cui si può terminare la vita dei feti senza disabilità giustificano di mettere fine alla vita dei nuovi nati senza disabilità”. Ragioni che possono essere economiche, psicologiche e di qualsiasi altro tipo. Il bambino, dentro la pancia o appena nato, è privo delle caratteristiche che giustificano il diritto alla vita.

Posizioni forti, che lasciano senza parole. Non mancheranno accesi dibattiti e forti scontri di fronte a queste affermazioni. E voi, cosa ne pensate?



Fonte: Il Foglio




giovedì 18 aprile 2013

Si può determinare il sesso del nascituro? Aneddoti e teorie popolari a confronto

Uno dei desideri più forti delle future mamma e dei futuri papà è quello di poter determinare il sesso dei propri bambini.

Ma è realmente possibile? Vi sono centinaia di aneddoti e teorie popolari che svelano quali sono i modi o i tempi migliori per avere un maschietto o una femminuccia.

Ma funzionano veramente? Vediamo quali sono i più diffusi.

  • Il giorno. Secondo alcune tradizioni, sembrerebbe che sia la scelta del giorno a favorire il sesso del bambino. In particolare, se il concepimento avviene nel giorno dell'evoluzione vengono favoriti gli spermatozoi Y, i quali determinano la nascita di un maschietto, mentre se si decide di avere rapporti sessuali un paio di giorni dopo si avvantaggiano gli spermatozoi X.

  • L'alimentazione. Sembra che la scelta di cosa mangiare potrebbe determinare il sesso del nascituro. Alimenti ricchi di sodio e potassio favoriscono la nascita di maschietti, mentre il calcio porterebbe alla nascita di una femminuccia.

  • I riti. Alcuni comportamenti influenzerebbero il sesso dei piccoli. Un esempio? Una borsa di ghiaccio sui testicoli prima dei rapporti favorirebbe la nascita di un maschietto.

  • La posizione. Come avviene il rapporto sessuale determinerebbe la nascita di un bimbo o di una bimba. In particolare, una penetrazione profonda favorisce gli spermatozoi Y, mentre in caso contrario sono favoriti quelli X.

  • Le fasi lunari. Anche le fasi lunari potrebbero determinare il sesso dei nascituri: la luna crescente favorirebbe la nascita di bambine, contro la luna calante, la quale promuoverebbe la nascita di bimbi maschi.

Tutte queste credenze hanno un elemento in comune: non vi è nessuna evidenza scientifica alla base. Non sembra possibile, dunque, poter determinare il sesso dei nostri bimbi, favorendo il concepimento di maschietti o femminucce. 

Tratto da www.gravidenzaonline.it




mercoledì 27 marzo 2013

La conflittualità tra mamma e papà: gli effetti sul cervello del feto

Una ricerca pubblicata dalla rivista Psychological Science ha dimostrato che la litigiosità e i toni alterati della voce di mamma e papà sono riconosciuti dal bimbo anche nella pancia.

Gli effetti? Le ricerche sembrano dimostrare che i toni di voce arrabbiati possono alterare l'attività del cervello del feto, con possibili effetti nel suo sviluppo; in particolare, risultano coinvolte le aree neurali legate alle regolazione dello stress e delle emozioni.


I dati confermano ancora una volta quanto la conflittualità di mamma e papà possono incidere sullo sviluppo del bambino, ancora prima della nascita.

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giovedì 21 febbraio 2013

Il sì dalla Chiesa tedesca alla "pillola del giorno dopo" in caso di violenza sessuale

Novità da parte della conferenza episcopale tedesca: essa ha decretato la possibilità alle cliniche cattoliche di somministrare la pillola del giorno dopo nei casi di violenza sessuale. Ciò è possibile, secondo la Chiesa tedesca, per l'esistenza sul mercato di prodotti farmaceutici in grado di evitare la fecondazione e non, invece, di provocare effetti abortivi.

Un tema estremamente delicato e complesso, che merita molte riflessioni.


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lunedì 11 febbraio 2013

SOS neo mamme: l'e-book per far star bene il bebè

E' appena uscito l'e-book "Il CalmaMamma", un'interessante iniziativa per aiutare le neo mamme che offre dei consigli utili per mantenere la calma.





Crescere un figlio è un’esperienza meravigliosa, ricca di emozioni e di sorprese. Qualche momento di stanchezza e di nervosismo, però, è inevitabile. Quando il bambino fa i capricci, per esempio. Oppure se il bebé si dispera e sembra impossibile riuscire a calmarlo. Ma c’è una buona notizia: anche nei momenti più critici è possibile ritrovare la tranquillità. Come ce lo suggerisce un perfetto manuale per le mamme moderne: Il CalmaMamma di Cinzia Kianga Parmi, un ebook appena pubblicato dalla Casa Editrice Mammeonline (www.casaeditricemammeonline.it).

«Molte donne non accettano di potersi arrabbiare con il proprio figlio e si sforzano di sorridere anche se sono nervose» racconta l’autrice, moglie e mamma a tempo pieno. «Questo comportamento, però, è controproducente: i bambini capiscono se un genitore è agitato anche dallo sguardo o dall’intensità con cui vengono abbracciati e diventano ancora più intrattabili se la mamma non spiega loro cosa sta succedendo e, anzi, nega di essersi spazientita». Paradossalmente, l’unico modo per tranquillizzarsi è ammettere di essere arrabbiate.«Consiglio a tutte le madri di fare questo esercizio: quando sale la tensione, si fa un respiro profondo e si dice al piccolo: "Scusa, tesoro, la mamma è un po’ nervosa, ma adesso si rilassa e torna da te". Poi, si lascia il bimbo in un posto sicuro, come il box o il lettino, e ci si allontana per un minuto, anche solo per andare in un’altra stanza oppure per uscire un attimo sul balcone. Questa è un’ottima strategia, perché interrompe il circolo vizioso dei capricci dei piccoli e delle reazioni irritate delle madri».
Ma c’è un altro importante passo da fare: sbarazzarsi di un pericoloso clichè. «Le mamme perfette, sempre serene e sorridenti, non esistono», continua Parmi. «Per questo, non è giusto sentirsi in colpa se, qualche volta, non si è disponibili e amorevoli come si vorrebbe».  


http://www.famigliacristiana.it/famiglia/news/articolo/calme-mamme.aspx

lunedì 28 gennaio 2013

E' giusto spiegare a un bambino che è nato con l'aiuto di una provetta?

Dopo il successo dell'articolo relativo al dibattito se è giusto o meno dire delle bugie ai propri figli, un articolo de La Repubblica ci porta a porci un'ulteriore domanda: è giusto spiegare a un bambino che è nato con l'aiuto di una provetta?


Al convegno "Comunicare l'infertilità" tenutosi a Firenze, il pediatra Paolo Sarti tocca questo tema spiegando che "Il Comitato etico, con un corposo documento, si è espresso per dire la verità ai bambini, ma invito alla cautela. Non facciamoci prendere dall'entusiasmo della verità a tutti i costi, il problema del dover comunicare ai figli l'esser nati con tecniche artificiali apre il grande capitolo dell'educazione sessuale, che forse nessuno realmente fa. Inoltre se è più semplice nel caso della fecondazione omologa (con gameti della coppia), meno lo è nel caso dell'eterologa (con gameti estranei ai partner) anche per la presenza di una terza persona, sconosciuta, che magari ha donato per soldi".

Durante l'incontro è stato presentato il testo "C.C.P. Cicogne cavoli provette", che aiuta i genitori a spiegare ai propri figli la fecondazione in provetta. Il libro trasmette il messaggio secondo cui si può essere concepiti in molti modi, ma che l'unica cosa che conta è essere desiderati e amati.

Un argomento delicato, che vede pareri contrapposti, sia sulla correttezza etica di questa pratica che sulla scelta di comunicare la storia ai propri figli. E voi, cosa ne pensate?

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Tratto da La Repubblica




domenica 6 gennaio 2013

Ridurre le ore lavorative per conciliare famiglia e lavoro? La proposta dalla Germania

In Germania il segretario della Spd Andrea Nahles ha proposto un progetto che modifica radicalmente l'organizzazione del lavoro: ridurre a trenta ore la settimana lavorativa dei genitori tra venticinque e i quarant'anni.

L'obiettivo? Favorire la conciliazione famiglia-lavoro alle giovani coppie, anche alla luce delle poche nascite: la media, infatti, è di 1.39 per ogni donna, facendo collocare la Germania tra i Paesi meno prolifici d'Europa.

E voi cosa ne pensate? Come vi sembra la proposta del segretario della Spd?

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venerdì 16 novembre 2012

17 Novembre: Giornata Mondiale del Neonato Pretermine. Perchè è così importante?

Oggi, sabato 17 Novembre, è la Giornata Mondiale del Neonato Pretermine: ogni anno, solo nel nostro Paese, sono 40.000 i bambini che nascono prima della 37esima settimana di gestazione.

La giornata nasce con l'obiettivo per sensibilizzare all'argomento, favorendo la prevenzione e l'umanizzazione delle cure nei punti nascita per difendere la qualità della vita e ridurre i costi della spesa sanitaria. Questa condizione, infatti, porta sicuramente pericolo per la salute e per la qualità della vita dei piccoli e delle loro famiglie; ma non solo: il costo delle cure riservate ai bambini nati pretermine è molto elevato, sia per garantirne la sopravvivenza che per ridurre patologie e disabilità permanenti.


Quali sono le cause dell'aumento della prematurità?
I medici sono concordi nel sostenere che possono essere legati a fattori come l'ipertensione, il diabete, le infezioni, ma anche anomalie anatomiche dell'utero, gemellarità, gravidanze indotte, o l'età della gestante (sotto i 20 o sopra i 38 anni). Anche gli stili di vita non idonei, come l'alcolismo, il tabagismo o l'uso di droghe possono favorire la prematurità. Tra le cause, infine, occorre segnalare anche la procreazione medicalmente assistita.

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giovedì 15 novembre 2012

Diagnosi preimpianto nella fecondazione assistita. Favorevoli o contrari?

Il Tribunale di Cagliari ha riconosciuto il diritto a una coppia talassemica di poter fare la diagnosi preimpianto: lei malata di talassemia major e lui portatore sano.

I giudici hanno rispettato la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che il giugno scorso aveva accolto il ricorso presentato da una coppia italiana portatrice sana di fibrosi cistica contro la legge 40 sulla fecondazione assistita.

Secondo l'Associazione Luca Coscioni la sentenza va a correggere la situazione italiana, in quanto nessuno dei 357 centri di Pma attivi offre la diagnosi preimpianto nonostante le linee guida Turco del 2008; inoltre i centri italiani non offrono la crioconservazione e osservano ancora il limite dei tre embrioni.

Noi centri privati la situazione è diversa: per ottenere la diagnosi preimpianto in un centro spagnolo e in uno italiano privato una coppia affetta da una grave malattia genetica ha dovuto pagare trentamila euro, ma ora chiedono allo Stato il rimborso.

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La situazione è complessa e molto delicata. E voi cosa ne pensate?




domenica 9 settembre 2012

Il bambino che verrà: le fantasie sul bimbo in gravidanza ?

Lo sapevate che esiste un iter specifico relativo alle fantasie che ogni madre si costruisce durante i nove mesi di gravidanza rispetto al proprio bambino? Ecco un interessante articolo da me scritto sulle diverse fasi che ogni mamma percorre nel periodo di gestazione.


Se volete saperne di più cliccate qui 


Dott.ssa Annabell Sarpato