Dopo il successo dell'articolo relativo al dibattito se è giusto o meno dire delle bugie ai propri figli, un articolo de La Repubblica ci porta a porci un'ulteriore domanda: è giusto spiegare a un bambino che è nato con l'aiuto di una provetta?
Al convegno "Comunicare l'infertilità" tenutosi a Firenze, il pediatra Paolo Sarti tocca questo tema spiegando che "Il Comitato etico, con un corposo documento, si è espresso per dire la verità ai bambini, ma invito alla cautela. Non facciamoci prendere dall'entusiasmo della verità a tutti i costi, il problema del dover comunicare ai figli l'esser nati con tecniche artificiali apre il grande capitolo dell'educazione sessuale, che forse nessuno realmente fa. Inoltre se è più semplice nel caso della fecondazione omologa (con gameti della coppia), meno lo è nel caso dell'eterologa (con gameti estranei ai partner) anche per la presenza di una terza persona, sconosciuta, che magari ha donato per soldi".
Durante l'incontro è stato presentato il testo "C.C.P. Cicogne cavoli provette", che aiuta i genitori a spiegare ai propri figli la fecondazione in provetta. Il libro trasmette il messaggio secondo cui si può essere concepiti in molti modi, ma che l'unica cosa che conta è essere desiderati e amati.
Un argomento delicato, che vede pareri contrapposti, sia sulla correttezza etica di questa pratica che sulla scelta di comunicare la storia ai propri figli. E voi, cosa ne pensate?
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