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mercoledì 19 giugno 2013

Mamma, papà: cosa sta succedendo? Parlare ai propri figli di separazione

Dopo avervi svelato la nostra nuova rubrica PsicoPillole, vi presentiamo il primo tema che abbiamo deciso di trattare. 
Quando mamma e papà decidono di separarsi, non bisogna dimenticare che è importante coinvolgere passo per passo i figli, ma non sempre si sa come affrontare questo momento, ad esempio pensare a quale può essere il momento giusto o alle parole più opportune da usare.

E ora? Come parlare ai figli? Quale può essere il modo migliore per comunicare questa decisione? A queste domande, che ci vengono poste molto frequentemente dai genitori, abbiamo cercato di rispondere in questa PsicoPillola con consigli e suggerimenti pratici.   

 
 
 
 






 
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lunedì 17 giugno 2013

Vi sveliamo la nostra nuova rubrica: le Psicopillole per parlare di separazione

Finalmente vi sveliamo la nostra nuova sorpresa! "Separazione e Divorzio: dalla parte dei bambini" ha creato una nuova rubrica per voi. Si tratta delle "Psicopillole", una rubrica pensata per essere ancora più vicini ai nostri lettori per parlare di separazione attraverso suggerimenti e consigli pratici.                         





Che cosa sono le Psicopillole? Scopritelo nel nostro primo video!
 

                                    


Per iniziare, vi proponiamo la nostra prima Psicopillola. Il tema di oggi è: "Come comunicare la separazione ai propri figli?". Come riscontriamo, si tratta di una delle domande più frequenti che ci vengono poste da parte dei genitori che stanno attraverso il movimento della separazione.
 
 




 

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domenica 16 giugno 2013

Allarme caldo: le precauzioni per i più piccoli

La bella stagione è finalmente arrivata, portando con sè belle giornate di sole e temperature scottanti. Come fare, dunque, per proteggere i nostri bambini dal caldo torrido?


  • Attenzione alla disidratazione:
    • è importante far bere molto il proprio bambino, proponendogli almeno un bicchiere ogni ora;
    • proporre cibi ricchi di liquidi, come frutta e verdura ricca di acqua e di sali minerali.

  • Preferire luoghi freschi ed evitare di uscire nelle ore più calde; può essere una buona idea far giocare i bambini in luoghi freschi, come boschi o spazi ricchi di alberi;

  • Proteggere sempre i bambini dal sole, con un cappellino e la crema solare;

  • Scegliere vestiti di fibre naturali, come il cotone e il lino

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giovedì 13 giugno 2013

Come gestire il momento delle vacanze quando i genitori sono separati

La pausa estiva, con i suoi tempi più lunghi rispetto al weekend, è un momento molto importante per condividere, un po’ con mamma e un po’ con papà, esperienze nuove e anche scoperte reciproche. Ma come gestirla, come "spartirsi" la compagnia dei figli e come stabilire la meta giusta per le vacanze? Se poi c'è un nuovo compagno o una nuova compagna, la situazione si complica: è l'occasione più opportuna per fare stringere amicizia tra lui e i piccoli? Le domande sono molte. Per dare qualche risposta Più sani e più belli ne ha parlato con Livia Cavadini, psicologa e psicoterapeuta dell'infanzia e della famiglia.    
 

Le cose da tenere in mente

Se il piccolo vive con un solo genitore, in genere la mamma, il papà può sentirsi preoccupato all'idea delle vacanze e non immaginarle come un periodo di relax.



Le vacanze non devono diventare un'occasione di competizione tra mamma e papà: i genitori non devono insomma fare a gara per “dare di più” al ragazzo (organizzando le vacanze più ricercate e costose), in modo da cercare di recuperare eventuali assenze precedenti e quindi trasformando le ferie in un viaggio nel paese dei balocchi senza regole, né limiti. Al contrario: la vacanza deve essere un momento di piacevole normalità insieme.

Se la coppia si è separata solo nell'ultimo anno e ci sono ancora conflitti in sospeso, è importante che il bambino venga "preparato" a stare di nuovo a lungo con il genitore con cui non vive più: l'ideale sarebbe avvicinarsi alla lunga vacanza con qualche weekend insieme, per riprendere piano piano confidenza, gettare le basi per una relazione abbastanza costante e stabile ed evitare delusioni e sapere in anticipo come affrontare momenti critici o domande difficili.

Proprio perché è una situazione inedita, sarebbe meglio evitare la presenza di un eventuale nuovo compagno, a meno che non ci sia già stato un processo di avvicinamento e sia già una figura ben presente nella vita del bambino. Solo in questo caso la vacanza può essere l'occasione per consolidare il rapporto: attenzione però a non permettere che i nuovi partner adottino atteggiamenti sostitutivi di ruoli materni e paterni.

 
Due settimane con mamma e due con papà

È bene che le vacanze non siano troppo spezzettate: tre giorni con mamma, cinque con papà, poi a casa dell'uno o dell'altro, quindi un altro viaggio... Ciò non favorisce un rapporto sereno: l'ideale sono 15 giorni con un genitore e altrettanti con l'altro, che possono scendere a una settimana per i bambini più piccoli, fino a 4-5 anni. La decisione dei tempi e della meta spetta al genitore, possibilmente concordata con l'ex partner, ma limitandosi a sondare l'interesse del bambino senza pensare di “lasciar decidere a lui”: non è una responsabilità da attribuire a un piccolo che già deve elaborare il lutto della separazione dei genitori senza sensi di colpa.

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mercoledì 12 giugno 2013

Le coccole? Fondamentali per ogni bambino

Un'affermazione che sembra scontata, ma non lo è: le coccole fanno bene allo sviluppo psicofisico del bambino. Carezze e rassicurazioni sono necessari ai cuccioli d'uomo, al pari al bisogno di essere nutrito.

Abbandonando la vita fetale, il bambino necessita di instaurare un rapporto empatico, che si costruisce con una prossimità fisica e, laddove è possibile, con l'allattamento; è opportuno, dunque, creare dei momenti di intimità e di contatto tra la figura di accudimento e il piccolo, carichi di vicinanza, di abbracci e di baci, magari corredati da tenere filastrocche e dolci ninne nanne. 

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martedì 11 giugno 2013

Consigli utili per proteggere i bambini dal sole

1) Il sole fa bene ai bambini: aiuta la crescita armonica delle ossa

La pelle, stimolata dal sole, sintetizza la vitamina D, poco presente negli alimenti e preziosa per la crescita armonica delle ossa e per la loro salute.

2) Bisogna però evitare che il bimbo si scotti e si ustioni

I rischi sono legati all’eventualità che il bambino si ustioni come può accadere quando viene messo al sole per tanto tempo e senza protezione. Va sottolineato che il semplice arrossamento della pelle è già espressione di un’ustione di primo grado. La comparsa di vescicole colme di siero chiaro caratterizza invece l’ustione di secondo grado.



3) L’esposizione diretta al sole per i bambini deve essere limitata e protetta

Esposizione diretta limitata e protetta è il grande imperativo categorico da cui non si può prescindere a cui si aggiunge un’altra regola irrinunciabile: il bambino non deve stare al sole nelle ore centrali della giornata, cioè tra le 11 del mattino e le 17, oppure deve starci pochissimo e ben protetto. Vale anche se la giornata è nuvolosa, in quanto le nubi non bastano a privare i raggi del loro potere ustionante.

4) L’esposizione diretta al sole deve essere graduale

Innanzi tutto si deve parlare di gradualità: si dovrebbe cominciare con 5- 10 minuti per poi aumentare di 5-10 minuti ogni giorno. Ovviamente questi tempi possono essere superiori se la cute è ben protetta da un filtro solare efficace.

5) Evitare l’esposizione diretta al sole dei bambini che appartengono ai fototipi 1 e 2, cioè con capelli rossi o biondi e pelle lattea

Va ricordato che gli effetti benefici del sole si ottengono anche all’ombra: quello che conta, infatti, è la possibilità di stare all’aperto, perché la luce riflessa basta a sollecitare la produzione di vitamina D e anche ad abbronzare.

 

6) Il fattore protettivo deve essere alto (25-50) nei primi giorni di esposizione. Poi medio (15-20)

Fino a quando la pelle non si è scurita è consigliabile l’alta protezione (fattore da 25 a 50), dopodiché si può passare a una media (da 15 a 20).
L’effetto protettivo di una crema solare si protrae mediamente per due ore, passate le quali si deve ripetere l’applicazione. E’ prudente applicare la crema anche se il bambino sta sotto l’ombrellone.

7) Fino a un anno di età evitare l’esposizione diretta al sole

Prima dell’anno di vita, sia al mare sia in montagna, il bambino non va esposto alla luce diretta del sole, se non poco dopo l’alba o all’imbrunire. Quando inizia a camminare si può cominciare a farlo stare al sole, con tutti gli accorgimenti del caso.

8) In caso di scottature applicare crema emolliente. Per bruciori e prurito, piccole quantità di crema all’idrocortisone


Se compaiono vescicole colme di siero bisogna far vedere il bambino al pediatra. Le vescicole non devono essere bucate né coperte con cerotti o garze.
 

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mercoledì 5 giugno 2013

Come affrontare la gelosia con un nuovo bebè in famiglia?

Molti bambini desiderano un fratellino o una sorellina, ma quando il bebè arriva diventano gelosi. La domanda più frequente che si sente dopo una seconda nascita è: “Come l’ha presa il fratello o la sorella più grande?”.


Con la nascita di un fratello o di una sorella, avvengono diversi cambiamenti all’interno della famiglia che comportano la ricerca di un nuovo equilibrio familiare. Per il fratello o la sorella maggiore, tante cose devono essere divise con il nuovo piccolo, prima di tutto l’attenzione e l’amore dei genitori. Quindi, è normale che il bambino sia geloso del più piccolo. I genitori non devono assolutamente colpevolizzarlo per questo, né rimanere delusi se il maggiore non mostra grande entusiasmo per il piccolino. Per aiutare i bambini a comprendere meglio l’evento e aiutarlo a esprimere le proprie emozioni può essere utile utilizzare dei libri e delle storie sul tema.
 
 

Per leggere l'articolo completo e le strategie per ridurre la gelosia clicca qui



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Scritto da Dott.ssa Alessandra Cornale

venerdì 31 maggio 2013

Quale è il Paese migliore dove nascere?

Quale è il posto migliore dove nascere? I dati riportati da Save The Children dimostrano che il Paese primo in classifica è la Finlandia. Come capita sempre più spesso, infatti, i Paesi del nord Europa sono nelle posizioni più alte: dopo la Finlandia, infatti, seguono Svezia e Norvegia. I dati sono quelli del Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo 2013, che analizza le condizioni di mamme a bambini di 176 Paesi.


Gli indicatori analizzati sono 5:

  • salute materna e rischio di morte per parto
  • benessere dei bambini e tasso di mortalità entro i 5 anni
  • grado di istruzione
  • condizioni economiche e Pil procapite
  • partecipazione politica delle donne al governo
E l'Italia? Il Belpaese si colloca solo al diciassettesimo posto. In ultima posizione, con scarsi punteggi per tutti gli indicatori troviamo, invece, la Repubblica Democratica del Congo.

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Bimbo gettato nel water restituito alla madre: è stata una caduta accidentale

Miracolo nella provincia orientale dello Zhejiang, in Cina: un neonato è stato gettato nel water dalla madre appena dopo il parto ed è sopravvissuto incastrato in un tubo di scarico di appena 10 cm di diametro. A fare la sorprendente scoperta sono stati gli inquilini del palazzo che, sentiti i vagiti provenire dalle tubature, hanno chiamato i pompieri per capire cosa stava succedendo. L'operazione di recupero del piccolo è stata molto complessa e il fatto ha suscitato, ovviamente, molti commenti.


Oggi si è appresa la notizia della riconsegna del piccolo alla madre, dato che è stata accettata la tesi della caduta accidentale subito dopo il parto.

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mercoledì 29 maggio 2013

Il terribile massacro di Ponticelli: i tre condannati chiedono la revisione del processo. Cosa ne pensate?

La nuova rubrica del famoso programma di Rai Tre dedicata alle persone scomparse, intitolata "Le storie di Chi l'ha visto", nella puntata di stasera mercoledì 29 maggio, si è occupata del terribile massacro avvenuto trentanni fa a Ponticelli (Napoli), che ha coinvolto Nunzia Munizzi e Barbara Sellini, due piccole bimbe si dieci e sette anni, violentate, pugnalate e date alle fiamme.

Per quell'orrendo delitto furono condannati all'ergastolo tre ragazzi del loro quartiere: Ciro Imperante, Luigi Schiavo e Giuseppe La Rocca, che si sono sempre dichiarati innocenti. Dopo 27 anni i tre sono tornati in libertà e hanno richiesto la revisione del processo, respinta dal Tribunale. Hanno deciso, così, di rivolgersi a Chi l'ha visto? per raccontare la loro versione dei fatti.

Conoscete il caso? Cosa ne pensate? Per maggiori informazioni potete consultare il sito www.chilhavisto.rai.it




lunedì 27 maggio 2013

Hai il bimbo sonnambulo? Ecco qualche consiglio

Il sonnambulismo nei bambini è un fenomeno molto frequente. E' pericoloso? Ci sono delle strategie per limitarlo? Cosa possono fare i genitori?

A queste e ad altre domande mira a rispondere l'articolo da me scritto per la pagine del Dott. Davide Algeri: il contributo è atto a definire cosa è il sonnambulismo nei bambini e come cercare di ridurre il fenomeno.

Per leggere l'articolo cliccare qui.

Dott.ssa Annabell Sarpato


Come gestire i capricci dei bambini: 10 regole d'oro

1 - Vietato urlare. La voce deve essere ferma e sicura.
E’ importante fornire ai bambini una guida precisa e sicura, impartendo regole con frasi brevi e chiare accompagnate da gesti facilmente riconoscibili. Questo non significa usare la propria voce urlando ma assumere un tono fermo e sicuro, deciso, non alterato dalla rabbia e dalla disperazione.
2 - Premia il comportamento corretto. Senza esagerare.
Indirizza il bambino verso il comportamento corretto premiandolo anziché castigare il comportamento sbagliato. Fai però attenzione a non abusare dei premi che, se vengono elargiti con troppa facilità, perdono il valore gratificante.
3- Impara a distinguere tra capriccio e bisogno.
Piccole sfumature nel suono della voce del bambino possono indicare esigenze diverse. Talvolta si tratta di legittime richieste, come quella del cibo, il latte materno, o del bisogno di attenzione, talaltra invece possono essere richieste meno importanti.
4- Non assecondare i capricci.
I capricci non vanno assecondati perché tale atteggiamento può condurre a un circolo vizioso. Spesso un “non intervento” in caso di capricci ingiustificati può rappresentare una valida risposta e, nello stesso tempo, una scelta educativa.



5- La risposta ai capricci deve essere coerente con il modo di fare educazione.
Scegliere tra ignorare o non ignorare i capricci, rispondere, cercare di spiegare o sgridare, dipende dal modo in cui il genitore educa il proprio figlio. Prima ancora di capire qual è la risposta giusta al capriccio, quindi, per coerenza, è bene che ogni genitore abbia ben chiaro il modo in cui intende affrontare il percorso educativo con il proprio figlio.
6- Non cedere ai piccoli ricatti.
E’ tipico dei bambini saper cogliere al volo le debolezze dei genitori, dei nonni o di chiunque abbia con loro un forte legame affettivo. E approfittarne al meglio con un capriccio ben architettato. Se sarà chiaro che una mamma molto apprensiva elargirà coccole al minimo lamento, i bambini si trasformeranno in perfetti attori ogni qual volta ne avranno semplicemente voglia, e non realmente bisogno.
7- Non dare troppo spazio al capriccio.
Se il bambino capisce che può ottenere qualcosa con un determinato comportamento, tenderà a reiterare tale comportamento. Quando il capriccio diventa una forma di controllo del bambino nei confronti del genitore è importante non dare uno spazio troppo grande al capriccio, magari passando ore e ore a fornire spiegazioni, oppure esaudirlo qualunque esso sia. 
8- Ignora il capriccio plateale.
Quando il capriccio è plateale bisogna semplificare: più grande e più scenico è il capriccio, più è inutile dargli peso. Spesso l'atteggiamento migliore è quello di ignorarlo: non ha senso la performance se nessuno la osserva.
9-  Attenzione al capriccio dettato dalla paura
I capricci determinati dalla paura (paura dell'abbandono nel momento di prendere sonno, paura di andare all'asilo o a scuola, paura in generale tutte le volte che il bambino deve lasciare il genitore) non sono dei veri e propri capricci, ma delle reali necessità e quindi vanno gestiti con più attenzione. La manifestazione è vestita da capriccio, ma il bisogno che comunica è tutt'altro che superficiale. 
10-  Il capriccio potrebbe essere una risposta allo stress
I bambini attraverso i capricci possono chiedere aiuto per cause di stress esterne al contesto familiare, o al contrario tensioni all'interno della famiglia. Se un bambino normalmente calmo e sereno manifesta improvvisamente disagi, anche sotto forma di capricci, considerate questi aspetti.
 
 
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giovedì 23 maggio 2013

La fine della scuola si avvicina: cosa fare dopo? 6 consigli utili

La scuola sta finendo. E l’estate avanza a grandi passi. Almeno per i bambini. Perché per mamme e papà - o almeno per parecchi di loro - le tante sospirate vacanze sono ancora lontane. E prima di godersi una meritata pausa, finalmente tutti insieme, in buona parte delle famiglie italiane c’è un ultimo, notevole, sforzo organizzativo da affrontare. Perché l’obiettivo da raggiungere è duplice: far sì che i propri figli vivano un’estate serena. Ed evitare di farsi prendere da eccessivi sensi di colpa al pensiero di doverli “abbandonare” a vacanze solitarie.
Per affrontare con tranquillità le calde - non solo climaticamente - giornate che verranno, allora, ecco i suggerimenti di Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva, medico e ricercatore dell’Università degli Studi di Milano.
 

LA PAROLA CHIAVE DELL’ESTATE: IL PIACERE

“Se “dovere” è la parola chiave del tempo scolastico, quella del tempo estivo dovrebbe essere “piacere”. Non solo per i bambini, ma anche per i genitori insieme a loro. E non solo nelle due/tre settimane che si trascorrono al mare o in montagna, ma anche per il periodo che si passa in città” spiega Alberto Pellai.
“L’idea che dovremmo fare nostra è che tutto ciò che proponiamo ai nostri figli non lo facciamo solo perché “dobbiamo”, costretti dagli impegni lavorativi, ma anche, e soprattutto, perché vogliamo. Perché desideriamo offrire loro esperienze interessanti e stimolanti, ci fa piacere che possano viverle e vogliamo condividerle con loro.
 

PICCOLE VACANZE ANCHE IN CITTA’

Le giornate più lunghe, il cielo azzurro, il traffico meno frenetico e caotico, i parchi aperti fino a tardi. L’estate offre tanti spunti per sentirsi comunque in vacanza, anche se si è ancora in città. “Basta saper fare la differenza, rendere “speciale” anche la routine quotidiana.
E diventare più “accessibili” per i propri figli” riprende Pellai. “La sera, per esempio, perché non cercare di tornare un po’ prima dall’ufficio? E poi fare un giro in bicicletta con i bambini, allungare i tempi di preparazione della cena, magari preparando una pizza tutti insieme, uscire a prendere un gelato o andare a vedere un film in un’arena all’aperto. Nel week end si possono organizzare una gita al lago o un picnic in campagna.
Tante cose che, normalmente, durante i mesi invernali, quando i ritmi sono più intensi per tutti, non si possono fare; ma che, per contro, è bello concedersi in estate. Piccoli gesti che, da soli, fanno già sperimentare il vero senso della vacanza, ovvero il piacere della libertà.

FATELI FANTASTICARE PRIMA DELLA NANNA

Sempre approfittando dei tempi più dilatati, la sera, prima di addormentarsi, è bello potersi ritagliare un momento di chiacchiere con i propri figli.
Per ascoltarli mentre parlano di ciò che hanno vissuto durante la giornata, per farsi parte delle loro nuove esperienze, ma anche per discutere delle vacanze che si faranno tutti insieme, per iniziare a immaginare la meraviglia di ciò che accadrà. Ai bambini piace molto sentire il racconto di ciò che verrà, riuscire a sognarlo a occhi aperti. I racconti creano il percorso del desiderio verso momenti speciali. E l’attesa, così, si fa ancora più magica e intensa.

 DOPO LA FINE DELLA SCUOLA UN PO’ DI SANO OZIO

Alla fine dell’anno scolastico, anche i bambini sono stanchi. Hanno bisogno di recuperare. Compatibilmente con i propri impegni lavorativi, bisognerebbe tenerne conto. “E, se possibile, magari evitare di cominciare proprio subito a riorganizzare le loro giornate” suggerisce ancora Alberto Pellai. Anche a loro - proprio come a noi adulti - piace molto svegliarsi più tardi del solito, fare colazione senza correre, godersi la propria cameretta, i propri giochi”.
Attenzione, però: non totale anarchia nella gestione della loro giornata. Per non correre il rischio che poi, non sapendo bene che cosa fare, finiscano per buttarsi a capofitto nelle attività più semplici da organizzare. Come guardare la tv, per esempio, o usare solo i video giochi. “Spesso, i bambini si concentrano sempre su queste cose non tanto perché le trovano divertenti, ma soprattutto perché non sanno che cos’altro fare, perché non hanno alternative cui dedicare il loro interesse” spiega Pellai.
 
IN VACANZA DA SOLO: SPORT (MA NON COMPETITIVO), NATURA E AMICIZIA
Se durante l’estate si scelgono esperienze fuori casa, non ci si deve concentrare solo sul dove, sul quanto, sul che cosa, ma anche sugli aspetti più profondi di ciò che i bambini affronteranno. Il vero valore, infatti, non sarà solo ciò che i bambini potranno fare, ma soprattutto ciò che rimarrà dentro di loro.
“Per questo, a mio parere, le esperienze migliori sono quelle che permettono di fare sport, di vivere a contatto con la natura e, nel contempo, di scoprire e sperimentare i valori dell’amicizia, della collaborazione, dello spirito di squadra” suggerisce Alberto Pellai.
“A partire da quale età? In linea di massima, intorno ai 9/10 anni un bambino potrebbe essere pronto per vivere la sua prima vacanza da solo. Anche qui, però, possono esserci le eccezioni. Per un bimbo molto timido, per esempio, potrebbe essere necessario aspettare ancora un po’ prima di affrontare un’esperienza così forte. Meglio non forzare troppo la mano, allora. E, se possibile, trovare sempre, comunque, un amico che parta con nostro figlio. In due, il coraggio aumenta notevolmente”.
 
IL CONSIGLIO FINALE: SENTIRSI LIBERI LI RENDERA’ FELICI
E chi, invece, può contare sull’aiuto dei nonni o di una tata? Poter vivere il periodo estivo in casa, in famiglia, è un’ottima opportunità.
“L’ideale è costruire una sorta di schema organizzativo della giornata, che preveda momenti di gioco e di riposo, di movimento e di socializzazione. Proporre idee e attività e poi, ovviamente a seconda dell’età, lasciare che siano il più possibile i bambini a scegliere il momento in cui svolgerle. Sentirsi liberi li renderà felici. E ancora più disponibili a seguire i “suggerimenti” di mamma e papà” conclude Alberto Pellai.
 
 
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Violenze in casa come traumi di guerra: le nuove ricerche

Le ricerche condotte dall'equipe di Eamon di McCroy della Division of Psychology and Language Sciences, in collaborazione con i colleghi dell'Anna Fredu Centre dimostrano che i bambini esposti a violenza tra le mura domestiche soffrono come i soldati di guerra: le capacità di adattamento, sul lungo periodo, predispongono a una maggiore vulnerabilità ed ansia, depressione e problemi di salute mentale.

Dalle ricerche è emerso che i bambini vittime di violenza domestica, a cui vengono mostrate delle immagini di volti arrabbiati, mostrano, al pari dei soldati in guerra, una maggiore attivazione nelle due regioni cerebrali associate al rilevamento delle minacce: l'insula anteriore  e amigdala.

Ricerche importanti che dimostrano i gravissimi effetti che l'esposizione a violenza domestica provocano nei bambini.

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martedì 21 maggio 2013

Da oggi i Gruppi di Parola anche a Cassano d'Adda (Milano)

I Gruppi di Parola per figli di genitori separati da oggi anche a Cassano d'Adda, in provincia di Milano, sul confine con la provincia bergamasca. Le dottoresse Annabell Sarpato e Alessandra Cornale saranno, infatti, presenti anche presso L'Albero, il Centro Multidisciplinare Integrato dell'Età Evolutiva e della Famiglia.


In questa sede le dottoresse condurranno i gruppi rivolti ai bambini che stanno attraversando questa complessa transizione familiare e potranno incontrare i genitori preoccupati per il benessere dei loro bambini. I Gruppi di Parola sono una risorsa molto importante per i bambini, offriamo loro questa opportunità.

Se interessati potete contattarci al nostro indirizzo mail cornalesarpato.gruppoparola@gmail.com o contattare direttamente il Centro cliccando qui.


La nostra sceneggiatura a "La mediazione spiegata a fumetti": venite a sentirci a Milano il 24 maggio

Con nostra grande gioia, la sceneggiatura che abbiamo realizzato per il concorso "La mediazione spiegata a fumetti" indetto da Fullcomics & Games, l’associazione culturale RegolaKreativa, in collaborazione con Connect24 Consulting e Primiceri Editore è risultata ideone al progetto, colpendo per gli spunti creativi, le belle idee e le competenze degli autori.

Per questo motivo, essa è stata scelta per essere rappresentata da alcuni fumettisti selezionati, per poi essere raccolta in un volume edito da PE Editore, atto a diventare un vero e proprio veicolo di divulgazione. L'obiettivo è quello di divulgare la cultura della mediazione attraverso un media linguaggio facilitatore della conoscenza come é appunto il fumetto, perfetta fusione di parole e disegni.

I prodotti verranno presentate in occasione della IX edizione di "Fullcomics & Games", la prima convention italiana dedicata alle professioni nelle arti grafiche che avrà luogo a Milano dal 23 al 24 maggio 2013. Durante la convention, verrà inoltre svolto il seminario “Imprese creative e risoluzione delle controversie. L’Importanza della Mediazione”. Insieme alla collega Zacchi, mediatrice familiare, che ha partecipato con noi al concorso, porteremo il nostro contributo sull'importanza dei Gruppi di Parola, in particolar modo se realizzato in sinergia con un percorso di mediazione. 

Può essere una bella occasione per conoscerci di persona e parlare insieme dell'importanza della mediazione e dei Gruppi di Parola per figli di genitori separati.

Per visionare la locandina e iscriversi all'evento cliccare qui.




domenica 19 maggio 2013

Grandi novità in occasione del nostro primo compleanno!!!!

Il 20 maggio compiamo il nostro primo anno di vita: un anno di grandi gioie, soddisfazioni e grandi sorprese. Sono passati dodici mesi da quando, quasi per scherzo, abbiamo deciso di dare vita a questo blog e oggi, senza nemmeno rendercene conto, è diventata una realtà in continua espansione.

Proprio per questo, abbiamo deciso di portare avanti un nuovo progetto, utile per tutti coloro che stanno attraversando complessità familiari. A breve vi comunicheremo di cosa si tratta...

Continuate a seguirci sul nostro blog, anche attraverso la nostra Pagina Facebook  e seguendoci sul nostro Profilo Twitter.




giovedì 16 maggio 2013

Seminario "La mediazione in famiglia. Interventi di mediazione in famiglia con bambini piccoli"

Seminario 25 maggio 2013 dalle 9.30 alle 17.30

Le separazioni aumentano, la durata dei matrimoni si accorcia, l'età dei bambini coinvolti in separazioni e divorzi si abbassa sempre di più, più frequentemente assistiamo a situazioni di famiglie ricomposte e nuove nascite da coppie con esperienze familiari precedenti.
E' necessario interrogarsi su modelli di mediazione che tengano in conto di queste nuove esigenze, affiancandosi ai genitori per permettere a loro ed ai loro bambini di superare questi delicati momenti di transizione familiare.                                 




Aldo Morrone
è mediatore familiare e da moltissimi anni opera con approccio sistemico nei servizi di mediazione familiare di Montreal (Canada) occopandosi di problematiche legate al tema della separazione anche come mediatore familiare internazionale. Come formatore riconosciuto a livello internazionale, conduce attività di training, aggiornamento e supervisione in diversi paesi del mondo.

 

SEDE: Cinema-Teatro WAGNER
P.zza Wagner 3 - Milano

Metropolitana linea 1 Rossa - Fermata WAGNER  50mt


Per maggiori informazioni e per iscriversi clicca qui:

http://www.centrobateson.it/seminario-morrone

 

LA RISORSA DEI GRUPPI DI PAROLA PER FIGLI DI GENITORI SEPARATI

Ecco un interessante articolo scritto da noi a quattro mani per la pagina del collega, il dottor Davide Algeri.

Il tema? Come aiutare i bambini ad affrontare la separazione di mamma e papà: la risorsa del Gruppo di Parola. Un'introduzione atta a evidenziare l'importanza dell'intervento, che da tempo ci impegniamo a diffondere.

Per leggere l'articolo cliccare qui.




martedì 14 maggio 2013

Educare all'autonomia aiuta i bambini a crescere meglio?

                        
Un bambino autonomo non è solo frutto della generica buona educazione fornita dai suoi genitori, ma di strategie educative costruite nel tempo, sin da quando è piccolo.
I genitori spesso pensano che il bambino ha bisogno di tutto e per questo intervengono continuamente sostituendosi a lui in ogni situazione che potrebbe far fare esperienza di capacità di autonomia.
Sin da quando è piccolo un bambino ha bisogno di cure ma anche di modelli di persone che se la sanno cavare in ogni situazione e che pretendano che il loro figlio sia protagonista delle sue azioni e "sia del gruppo", ovvero capace di cavarsela come gli altri membri della famiglia.



Abituarlo pian piano a reggere il suo biberon, pretendere che regga il cucchiaio per mangiare da solo il prima possibile, togliere il passeggino quando ormai cammina evitando di portarlo ancora alla scuola materna senza usare le sue gambe, addirittura decidere di togliere gradualmente il pannolino come facevano i nostri genitori già prima dell'anno per eliminarlo con tanta pazienza (ma determinazione). Sono solo alcune azioni che, come sapienti genitori, possiamo intraprendere per evitare di sostituirci ai nostri figli. Il messaggio che si deve dare sin da piccoli deve essere chiaro: mi fido di te, puoi farcela, sfida il mondo diventando grande!
I genitori invece spesso sono comodi nel sostituirsi al proprio figlio perché non c'è tempo, si corre sempre! Ma il tempo è tiranno anche per i nostri figli i quali, per sviluppare abilità di pensiero efficaci ed autonome, hanno bisogno da subito di sentirsi in grado di occuparsi della propria persona, senza supporti inutili. In questo modo si svilupperanno in futuro abilità di sopravvivenza e di problem-solving, capacità di trovare le più diverse alternative per gestire e non subire le situazioni.

Per leggere l'articolo completo clicca qui: