mercoledì 10 ottobre 2012

"Chi l'ha visto?" trasmette il filmato di un bambino prelevato con la forza dalle forze dell'ordine

Il programma Chi l'ha visto ha mandato in onda un terribile filmato in cui le forze dell'ordine prelevavano un bambino di dieci anni con la forza per affidarlo a una struttura protetta.

Alcuni voci affermano che il piccolo è al centro di un'aspra contesa fra genitori separati e che il giudice ha ritenuto opportuno sottrarlo alla potestà di entrambi, ma non si hanno ancora dettagli sulla vicenda.

Durante il filmato, il bambino urla e chiede aiuto mentre gli agenti lo caricano su una volante. Interviene una zia del bimbo che cerca di fermare gli agenti. Scene drammatiche, che lasciano davvero senza parole. Senza entrare nel merito del motivo che ha portato a questa decisione, vorrei soffermarmi sulle modalità usate, ben documentate dal programma di Rai Tre. E voi l'avete visto? Cose ne pensate?

Dott.ssa Annabell Sarpato




6 commenti:

  1. gianfranco morciano10 ottobre 2012 16:08

    Pare che il padre fosse presente e che aiutasse gli agenti a condurre il bambino in comunità, come luogo di transito prima di essere affidato al padre, l'hanno detto nella trasmissione che ho ascoltato con attenzione. Srmpre da quanto detto dalla trasmissione pare che ci sia una sentenza con la quale il bambino viene affidato affidato al padre e tolto alla mamma, la quale evidentemente non é stata ritenuta degna di averlo lei in affido (e non sappiamo perché). E' stato anche detto che i precedenti tentativi di trasferire il bambino si sono rivelati inefficaci in quanto questo si nascondeva sotto il letto...spiegazione semplicistica a mio parere, visto anche il comportameto della zia di oggi non i stupirei che anche a casa si sia fatto di tutto per impedire il passaggio. La colpisce di oggi é che praticamente il bambino ignora il papà presente..che pure era l' (immagino) per tranquillizzarlo...di fatto sembra una grande recita in onore dei parenti della madre...tant'é che la zia filma (vuol dire che era pronta), insulta e commenta. Posso solo dire che l'orrore sta nel prelevare in quel modo un bambino davanti agli altri bambini...ma può essere che la polizia non si aspettasse una reazione così da parte di tutti...avrebbero dovuto recedere ed operare con più determinazione a casa delle madre.

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  2. Ciao Gianfranco, grazie del tuo contributo. Come hai detto bene tu, non abbiamo molti elementi sulla vicenda, e lungi da me giudicare quale sia la soluzione migliore del caso specifico. Quello che mi sento di dire è che troppo spesso ci dimentichiamo che i bambini sono essere umani, e non oggetti. Spesso vengono presi in mezzo ai conflitti di mamma e papà, usati come arma o come trofeo da esibire, in una guerra senza fine dove l'obiettivo, alla fine, non si sa nemmeno qual'è. In una famiglia separata non vince nessuno: l'unica vittoria che si può ottenere è quella di vedere il proprio figlio felice e sereno, consapevole di avere due genitori che lo amano e che fanno i genitori. Quando ci si separa non si è più coppia, ma bisogna ricordarsi che si è e si sarà sempre genitori.
    Personalmente, quando ho guardato il video la mia attenzione è stata catturata esclusivamente dal bambino, e non da chi vi era intorno. Credo anche che se, per qualsiasi motivo, anche il più tragico, il bambino doveva essere allontanato, questa modalità sia assolutamente aberrante e non giustificabile in nessun modo.

    Annabell

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  3. Buongiorno non ho visto il filmato e mi mettero' alla ricerca su web...io purtroppo ho lo stesso problema di questo padre e cioe' che non posso vedere mia figlia nata il 25/09/2012 senza che abbia fatto qualcosa e non l ho neanche ancora vista e riconusciuta...Mi chiedo questo:se vinco la causa di riconoscimento della bimba e successivamente il giudice emana una sentenza per la quale posso stare con lei chi me lo dice che non accade questo fatto?Questa notizia mi ha sconvolto parecchio...(scusate qualche mio errore di grammatica se ci sono)

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  4. buongiorno
    sono convinta che talvolta le madri possano fare molto del male ai figli creando una dipendenza e dei sensi di colpa gravissimi . tal caso è saggio e doveroso proteggere i bambini sottraendoli da questo legame infame. col tempo il ragazzino capirà l'affetto che ha costretto il padre a questa azione cosi dolorosa e mi auguro anche che sapra ricostruire un rapporto sano con la madre. sinceramente avrei voluto essere "salvata" anche io cosi.

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  5. Ammetto di nona ver visto il video, ma ho avuto modo di leggere della vicenda.
    Non mi stupirebbe se si dovesse accertare quanto scrive "di fatto sembra una grande recita in onore dei parenti della madre...tant'é che la zia filma".

    Gli agenti, tuttavia, avrebbero dovuto soprassedere (ancora una volta), se non altro per evitare un trauma al bambino che, da quello che emerge (patria potestà esclusiva al padre in Italia, significa che la situazione dalla madre era particolarmente deleteria per il bambino), sarebbe l'ulteriore trauma.

    Come troppo spesso accade il sistema giudiziario si dimostra incapace di far fronte a determinate situazioni, incapacità non derivante da incompetenze degli operatori, ma proprio da come è strutturato in sè.
    I Giudici, ma anche gli Avvocati (nella stragrande maggioranza dei casi), non possono che portare avanti determinate istanze ed azioni, ma quando il genitore presso cui i figli sono collocati può, di fatto, fare quello che vuole non si potrà far molto di più.

    Come Annabell sa sono un sostenitore di tutti gli strumenti, quali Mediazione Familiare, Gruppi di parola ecc. che possono essere utilizzati per affiancare il sistema giustizia per far fronte alle varie situazioni che degenerano in casi estremi.
    Cordialità.

    Iacopo Savi

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  6. Buonasera, dopo aver visto questo video penso che qualunque posizione si possa avere debba smuovere le coscienze di chi arriva a prendere una tale decisione e soprattutto arrivare a non tutelare i diritti dei bambini. Nonostante qualunque situazione terribile ci possa essere alle spalle non penso che si possa restare indifferenti a queste modalità che trasmettono disperazione e sofferenza da parte di questo bambino e che non possono essere giustifcate. Personalmente come professionista rfletto sul peso delle conseguenze che le decisioni nel proprio lavoro possono incidere sulla vita dei bambini e penso che bisogna partire proprio dall'importanza che si dovrebbe attribuire al bambino per trovare una soluzione che cerchi di proteggerlo e non usarlo come oggetto di contesa e come ago della bilancia verso uno dei due genitori.
    Alessandra

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